La guerra per la successione del Monferrato

Dopo la conquista di Saluzzo ed il fallimento dell'avventura in Pro­venza rivolse i suoi interessi al Monferrato su cui regnavano i Gonzaga di Mantova. Diede in sposa le sue figlie Margherita ed Isabella a due Gonzaga, si staccò dalla Spagna che era ostile al passaggio del Monferrato ai Savoia, cercò appoggi presso i francesi nemici della Spagna.

Il Duca di Mantova Francesco, che aveva sposato Margherita, morì nel 1612 lasciando una sola figlia (nipote quindi di Carlo Emanuele), a questo punto il Savoia reclamò per essa il Monferrato. Il fratello del Duca, il cardinale Ferdinando, si oppose spalleggiato dalla Spagna.

Carlo Emanuele occupò quindi Trino, Alba e Moncalvo. Il Governatore Spagnolo di Milano gli intimò di andarsene, Carlo Emanuele rispose rispedendo il Collare del Tonson d'oro e dichiarò guerra alla Spagna.
Cercò aiuti in Francia e a Venezia e ad altri stati italiani perché scendessero in campo al suo fianco ma nessuno si mosse. Il piccolo stato sabaudo, cosa eccezionale, decise da solo di sfidare il gigantesco regno di Spagna.
La lotta impari si concluse solamente nel 1615 quando Torino fu minacciata.
Carlo Emanuele si piegò e firmò la pace di Asti, si impegnò a smobilitare e a non occuparsi più del Monferrato.

Morì a 68 anni, per 50 aveva regnato cacciandosi in imprese sproporzionate per le sue esigue forze. Con disinvoltura si era barcamenato tra Francia e Spagna, aveva cambiato continuamente bandiera e continuamente aveva ordito intrighi e guerreggiamenti.
Gli storici gli riconoscono però un grande merito, quello di aver intuito e vagheggiato un'Italia unita sotto gli stemmi sabaudi, uno stato nazionale sul modello francese e spagnolo. Per i suoi tempi era stato un visionario, per quelli successivi un profeta.